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lunedì 15 aprile 2013

INIQUOTOUR - MACELLERIA EQUITALIA IN PUGLIA


Lupo Editore, OverecoAgenzia

INIQUOTOUR
perché un’altra Italia è possibile


MACELLERIA EQUITALIA
Giuseppe Cristaldi in Puglia
dal 20 al 28 Aprile 2013

Bari - Foggia - Lecce - Caprarica
Taurisano - Casarano - Racale

5 racconti, 5 storie, 5 vite; è il mondo al contrario,
siamo noi adesso la carne equina,
siamo noi la vera carne da macello.”
MICHELE PLACIDO

#

20/04/2013 BARI
Libreria Roma
(Piazza Aldo Moro, 13 - Bari)
ore 18.00
con Mingo (da "Striscia la notizia")

22/04/2013 FOGGIA
Libreria Ubik
(Piazza Giordano, 75 - Foggia)
Presenterà il giornalista e direttore artistico
della Libreria Ubik, Michele Trecca, dialogheranno con l'autore
la scrittrice Roberta Pilar Jarussi
e lo scrittore e ricercatore Giovanni Rinaldi   
ore 18.30

24/04/2013 LECCE
Ammirato Culture House
(Via di Pettorano, 3 - Lecce)
ore 19.30
Coordina Stefano Donno, di OverecoAgenzia,
intervengono il Dott. Maurizio Toraldo, la scrittrice Simona Cleopazzo,
l'artista Paola Scialpi.
Leggerà alcuni brani la poetessa Marta Toraldo

25/04/2013 CAPRARICA (LE)
MASSERIA “Stali”
(Via Cisterna vecchia, Caprarica, Lecce)
ore 16.00
dopopranzo con l'autore
ingresso libero
info e prenotazioni pranzo (Masseria Stali, 349-7439463)

25/04/2013 LECCE
Radio System Network
ore 21.00
con interventi dei lettori in diretta su Facebook,
sms, twitter, whatsapp

26/04/2013 TAURISANO (LE)
Casa Vanini, Via Roma 44
ore 19.30
"Introduce Claudio Scordella - vice Sindaco
Relatore prof. Luigi Guidano - insegnante storia e italiano"

27/04/2013 CASARANO (LE)
Libreria Dante Alighieri, Via Matino 10
ore 19.30
con Antonio Memmi, giornalista de IL GALLO

28/04/2013 RACALE (LE)
Associazione APE “Gabriele Toma”
ore 18.30
Piazza Beltrano - Racale



lunedì 28 gennaio 2013

PANNI SACRI di Roberta Jarussi




Postfazione di Luciano Pagano

'Due che fanno sesso virtuale, come si chiamano?'. La prima domanda che compare in 'Panni sacri' di Roberta Pilar Jarussi, è di una semplicità disarmante, eppure nasconde quello che sarà uno degli atteggiamenti ricorrenti in tutta la narrazione, ovvero sia il contrasto continuo tra sacro e profano, tra ingenuità nell'amore e esperienza del sesso, tra conoscenza dei profondi anditi della psiche umana e ricerca ossessiva della verità corporea, quando due, tre persone, hanno a che fare con l'innamoramento e con la totale miscredenza delle reazioni che l'amore può indurre, d'improvviso.
La protagonista di questo racconto vive due storie contemporaneamente, più esatto sarebbe dire che vive diverse storie, dato che la schizofrenia amorosa, ad esempio nel rapporto con Ragazzo, si identifica con il duplice rapportarsi all'immagine virtuale, digitale, web-voyeuristica e all'immagine fisica, materiale, a quel verbo ricorrente con cui di denota l'incontro e l'atto insieme, cioè il “prendersi”.

Una realtà fatta di gesti, atti, sequenze di prendere, stringere, abbandonare. Roberta Pilar Jarussi, in questo suo trittico di storie che si intrecciano, presenta una vera e propria fenomenologia dell'amor 'intrapreso', per tentativi, approcci, manovre lontane che si appressano e diventano vere e proprie sospensioni di gravità. La cosa che colpisce di più il lettore è sempre questo correre su un crinale, da una parte la purezza della carne e dall'altra la (presunta) falsità di uno spirito che ambisce a qualcosa di impossibile, salvare le capre e i cavoli, avere tutto, possedere la carne e dominare il pensiero, carpire, se c'è, l'amore cerebrale. Come se ciò non bastasse Celso, il francescano narcolettico esperto in mercatali pesche miracolose e avances etoromani, è brutto e con la pancia, mentre Ragazzo è bello, punto e basta. La protagonista del racconto sembra oscillare come un pendolo tra entrambi, ed è come se la virtualità dell'amore, a tratti, concedesse un po' di stupore in avanzo al fatto che la forma fisica, forse, non importa granché quando c'è di mezzo il desiderio.

Una lettura, quella di “Panni sacri”, che procede rapidamente, come scorrendo delle polaroid, una dopo l'altra, anticipando ciò che sarà, ripetendosi che no, la protagonista non cadrà nel tranello, per poi scoprire che è come se questi tranelli, in fondo, fanno parte di un gioco meditato, una partita a scacchi dove la regina è circondata, per scelta, da una manciata di minuscoli pedoni. Fino al culmine del suo personale viaggio al termine della notte, in un 'solito' pomeriggio, sudicio e afoso, col finestrino abbassato per respirare, in attesa di un afflato che non è spirito, perché lo spirito oramai se l'è squagliata… chissà che fine ha fatto, da questo quadro così perfetto, lo spirito.

Panni sacri (musicaos), da oggi su amazon.

Il blog di Roberta Jarussi

Il racconto Panni Sacri